Mozart MC HI ENERGY

Mozart 1Se fosse vissuto oggi, potremmo immaginare che Mozart sarebbe una pop star o un re dell’Hip Hop? L’idea non è azzardata – e non del tutto imprevedibile se ricordiamo il sensazionale ritratto che diede di Amadeus Milos Forman nel film omonimo del 1984, al quale fece eco, due anni dopo, il successo discografico di Falco (Rock me Amadeus). Una breve ricerca su spotify ci rivela che attualmente molti musicisti, sparsi su diverse latitudini, hanno adottato come nick names combinazioni che omaggiano il compositore austriaco (Mozart La Para, Ivo Mozart, Mozart’s Sisters, The Mozart Effect, ecc). Segno evidente che Mozart colpisce ancora al cuore le anime giovani. Del resto, Wolfang Amadeus, con l’uscita del cofanetto per il duecentoventicinquesimo anniversario della morte, ha venduto più di un milione di cd, diventando il miglior artista del 2016, superando nelle classifiche miti giovanili e campioni di incassi della portata di Drake e Beyoncé.
Questa capacità di rimanere vivo nel tempo e nell’immaginario collettivo, il suo prestarsi ad essere tutt’ora identificato con lo spirito ribelle e trasgressivo comune in tutte le epoche all’adolescenza, la sua vita fulminante contrassegnata dalla rivelazione di un genio e di una morte precoci, quasi fosse un Kurt Cobain o un Jim Morrison ante litteram, rendono Mozart una figura ideale di “traghettatore” tra passato e presente. La superstar Amadeus, è dunque il riferimento per invogliare un giovane pubblico a giocare con il linguaggio musicale sfatando alcuni preconcetti su ciò che viene definito “classico” , archiviato come noioso, polveroso, stantio, distante e quindi, spesso inconosciuto.
la trama
Prendendo spunto dalle Battle dell’Hip Hop, due mondi musicali si sfidano e si fronteggiano: quello del Chipolla, un rapper di periferia, intento a distillare, nella sua cantina, rime dall’ esito incerto, e quello di Wolfang Amadeus, non presente in carne ed ossa ma perennemente evocato come vero mago del ritmo e delle armonie, icona geniale e trasgressiva di un tempo lontano ma non per questo diversa per piglio e lucentezza da una star contemporanea. A questa constatazione giungeranno gradualmente il giovane pubblico e il Chipolla medesimo che, come molti dei suoi coetanei, ignorerebbe l’esistenza di Mozart e la totalità delle leggi musicali se non fosse tallonato da una mamma fuori dagli schemi detta “Mamacita” e un giovane nerd di nome “Già Karta DJ” (carta perché, come rimarca il Chipolla, è uno che sta sempre in mezzo alla carta degli spartiti e dei libri) studioso e osservante delle regole, al quale è toccato in sorte, per puri motivi di ordine economico, di accompagnare il rapper nei suoi sforzi creativi. Il finale, che giungerà dopo scherzi, gags, un pizzico di riflessioni semi-serie, qualche informazione per orientarsi tra note, intervalli e scale, e una manciata di notizie fondamentali su chi fosse Mozart, vedrà il Chipolla un po’ più padrone del lessico musicale, trionfare sulla scena del suo piccolo mondo nei panni del suo nuovo eroe, dal quale mutuerà una più fresca identità e un più consono nome d’arte: Mozart MC High Energy
il testo
Lo spettacolo si configura come una pièce comica e musicale a quattro personaggi (di cui uno mai in scena ma altrettanto presente). I riferimenti alla sub-cultura dell’Hip Hop, permettono di creare dei dialoghi spesso ritmati e rimati che hanno una presa efficace sull’audience giovanile, consegnandole in segmenti istantanei alcuni condensati di teoria musicale altrimenti complessi da spiegare e ricordare. Il personaggio del Chipolla, con la sua ingenua incapacità e inadeguatezza, diviene un simpatico Lucignolo che fraintende continuamente i significati delle parole e, attraverso i suoi non-sense, regala allo spettacolo un tocco di comicità surreale. Lo slang contemporaneo si mescola con un linguaggio inventato e demenziale che il Chipolla elabora dall’inglese dei social e del web e si insinua nelle battute rendendo accattivanti gli scambi tra i personaggi, mettendo in ridicolo i luoghi comuni del neo-global.
la musica
Lo spettacolo nasce dalla stretta collaborazione con il Maestro Andrea Cauduro, che ha al suo attivo numerose esperienze nel teatro e nella pedagogia musicale. Sua la partitura che si snoda lungo lo spettacolo movendosi tra il repertorio classico, le filastrocche infantili e le sonorità metropolitane tipiche dell’ Hip-Hop, senza dimenticare di citare il rock ed altri stili contemporanei. L’intento è didattico ma mai didascalico, neanche negli esempi o nelle citazioni obbligate, rendendo il gioco piacevole e gli accostamenti originali. Il dialogo tra i diversi piani, quello colto mozartiano e quello povero ed elementare del Chipolla, con evidente paradosso, si intrecciano dando vita a un divertimento che non rinuncia mai alla sua missione educativa.
la didattica
Lo spettacolo vuole avvicinare il giovane pubblico al linguaggio della musica e alla musica classica, fornendo un efficace sostegno all’educazione scolastica. Partendo da elementi base di teoria musicale ne abbiamo concepito la costruzione come l’evoluzione di un processo di conoscenza. Il risultato finale equivale alla realizzazione concreta di un brano, una canzone, dopo aver attraversato e analizzato gli elementi che la compongono: il ritmo, le note, le scale, gli intervalli, le tonalità, la melodia. La complicità dei ragazzi, coinvolti dal “fare musica” e non da un’azione di “animazione teatrale”, è la chiave per avanzare da un elemento a quello successivo. Gli esempi forniti per rendere evidenti i vari passaggi vanno dal semplice battito di mani (solfeggio) sul ritmo binario, fino ai frammenti mozartiani, evidenziando i denominatori comuni impliciti in ogni stile di musica. Il contrasto tra il povero lessico musicale di Chipolla e la brillantezza raffinata del suo contendente (Mozart) non è usato mai per denigrare una presunta inferiorità della cultura giovanile rispetto a quella classica: Mozart è invece accostato al mondo attuale, come qualcosa e qualcuno che ne fa parte a pieno titolo: è la sua energia vitale distillata in musica (“una musica che si può anche ballare”) che soprattutto conquisterà il Chipolla, spingendolo verso una nuova identità che sarà però la somma di tutte le culture musicali di cui è ricco lo spettacolo: il rap, il funky, il punk-rock anni ’80, la musica popolare, la musica colta e il classicismo mozartiano.
descrizione allestimento
La regia è collettiva, nascendo all’interno di un progetto originale pensato e composto dagli interpreti stessi e che si è sviluppato in modo parallelo alla parte musicale, come un work in progress. Scene, costumi e sagome di teatro d’ombre, sono firmati da Lisa Serio, che ha già felicemente collaborato con Settimo Cielo in precedenti produzioni di teatro ragazzi e si arricchisce della grafica e del segno Hip Hop del giovanissimo writer Luca Caramia, L’impianto è semplice ed efficace, realizzato con lo scopo di rendere lo spettacolo agile, adattabile ai diversi spazi, ottimizzando trasporto e tempi di montaggio. La scena, senza rinunciare all’impatto visivo, è funzionale al racconto e alla piena espressione dei tanti linguaggi e delle varie tecniche che lo compongono: musica, immagini (sono centrali all’allestimento le proiezioni ottenute attraverso una lavagna luminosa), disegno a mano libera, writing, teatro d’ombre e azione dei musicisti, cantanti/attori. Due strutture modulari tra le quali viene tirata una tenda (anche porta d’accesso della cantina in cui si immagina si svolga l’azione e elemento indispensabile al Teatro d’Ombre e alle proiezioni) ed alcune scatole retroilluminate, sono gli elementi che costituiscono la scena suggerendo, più che descrivendo, un ambiente che si compone e scompone come in un gioco. I materiali e gli oggetti scenici (fatta eccezione ovviamente degli strumenti musicali e della lavagna luminosa), sfruttando il doppio richiamo della cantina come luogo in cui si abbandonano vecchi oggetti che non si usano più (evidente allusione anche alla musica classica, messa altrettanto da parte come cosa passata) e della cifra urbano-metropolitana dell’Hip Hop,   sono rigorosamente di riciclo, un valore educativo aggiunto, che offre ulteriori spunti di riflessione e discussione nello scambio con il pubblico dei ragazzi.