Residenze

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PERIFERIE ARTISTICHE Centro di Residenza Multidisciplianre della Regione Lazio
Settimo Cielo, Compagnia Twain, Vera Stasi e Ondadurto Teatro costituiscono il Centro di Residenza della Regione Lazio per il Triennio 2018 - 2020.
Arsoli - Ladispoli - Tuscania - Antrodoco i luoghi che accoglieranno i progetti in Residenza.
Teatro di Arsoli
Un fitto programma di incontri, laboratori meta teatrali (progetto spettATTori) e di didattica della visione, con una particolare attenzione alle fasce deboli del pubblico - giovani, disabili, anziani, comunità straniere -  accompagna le permanenze degli artisti e delle Compagnie stimolandone la creativirà attraverso lo scambio attivo con il territorio, gli Enti, le associazioni locali.

Le ospitalità

Residenza "Che si trovino male” Giulia Angeloni - 3 > 9 giugno - 16 > 23 settembre 2019
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Un monologo sotto forma di racconto, in cui l’unica attrice dà vita a tre personaggi narranti. La storia viene scomposta e ricomposta come un puzzle dove passato e presente si intersecano. Lo studio indaga sulla situazione della scuola oggi e di un’emergenza sociale legata alle problematiche dell’adolescenza e della “diversità”, alla difficoltà di creare un dialogo costruttivo tra adulti e ragazzi, prendendo spunto dal passato: un esperimento didattico affiorato da vecchi nastri registrati e conservati in una biblioteca scolastica. Lì, le voci di vecchi allievi si confondono con quelle di una maestra Lara Ledda, appena
arrivata al nord dalla Sardegna: un’estranea lei stessa nell’Italia degli anni ’60.
In collaborazione con Accademia Nico Pepe di Udine - Premio Giovani Realtà del Teatro.


Residenza "Atto di adorazione”  - 16 > 30 giugno 2019
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Continua il lavoro creativo di Dante Antonelli attorno alle opere di Yukio Mishima. Prendendo le mosse dai racconti brevi dell'autore Giapponese, contenuti nelle raccolte "La Foresta in fiore", "Atti di Adorazione" e i romanzi brevi "Musica", "La voce delle onde", "Sapore della gloria", Dante Antonelli completerà il percorso creativo iniziato nel 2018. Dopo aver presentato un primo studio a Carrozzerie not nel novembre 2018, il giovane regista lavorerà in residenza ad Arsoli per arrivare a un lavoro compiuto, che includerà elementi sonori e coreografici, precedentemente sviluppati anche grazie alla collaborazione con Spellbound Company che ospiterà il gruppo di lavoro in un'altra residenza a fine marzo 2019. Dopo Arsoli la compagnia presenterà un'anteprima di Atto di Adorazione al Festival di Pergine, per poi debuttare in prima assoluta al Romaeuropa Festival nell'autunno 2019. Lo spettacolo porterà in scena quattro giovani ragazzi che, come i fiori della foresta immaginata da Mishima, sbocciano sul prato con tutte le loro contraddizioni manifeste. Parole, corpi, musica, danza, si intrecceranno arrivando a una composizione scenica che reinterpreta il pensiero e le opere di Mishima.
Selezionato in collaborazione con Romaeuropa Festival.


Residenza "L'uomo che ricordava troppo”  Jessica Leonello - 17 > 31 agosto 2019
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La ricerca che caratterizza questo lavoro è quella di unire il linguaggio della danza contemporanea con quello del teatro di figura contemporaneo. Si prevede comunque l’utilizzo della parola e di una drammaturgia originale, cercando un modo per intersecare la parola negli spazi lasciati dalla figura e dalla danza, infatti si procede con un testo che è un canovaccio su cui si lavora in scrittura scenica. In questa parte della ricerca e della creazione, mi dedicherò alla scelta dell’estetica e alla costruzione del puppet per poi iniziare a studiarne la manipolazione e l’utilizzo. I puppets saranno costruiti artigianalmente e saranno puppet ibridi in gommapiuma, in cui il corpo dell’attore o manipolatore, compongono il corpo del puppet.


Residenza "All'ombra degli alberi”  Merli/Pachera - 8 > 17 ottobre - 11 > 15 novembre 2019
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I messaggi ambientalisti che ci martellano quotidianamente con statistiche e percentuali rovinose, sembrano sortire pochi effetti per fermare il disastro verso il quale la società contemporanea corre senza sosta. Quello che forse può aiutare le persone a ricominciare a riflettere sui propri gesti quotidiani e ad attivare poi delle scelte che portino a un miglioramento della qualità della vita di ognuno, non sono le percezioni ma le storie di chi ha subito direttamente o indirettamente, le conseguenze di questa reiterata sordità. Il cibo, con la sua qualità di oggi e di ieri, il suo uso, i suoi costi, la sua provenienza e la sua fine, può essere definito una delle questioni più importanti del nostro tempo. Il nostro lavoro nasce come un progetto teatralmente convenzionale: un monologo tratto da Se niente importa di J. S. Foer nel 2016. Nel corso di quasi due anni l'idea iniziale si è trasformata in un progetto in itineris, incentrato su un’indagine (supportata da un questionario creato ad hoc) sulle nostra attitudine verso il naturale, in cui il cibo diviene elemento fondamentale per la nostra civiltà, per la nostra storia e per la nostra intima coscienza. La prima fase comprenderà un lavoro di ricognizione dei luoghi, della loro storia, le interviste agli abitanti attraverso il nostro questionario e la costruzione di partitura scenica. La seconda fase di residenza servirà come verifica dei risultati raggiunti dopo un periodo di sedimentazione, anche attraverso la restituzione finale al pubblico.


Residenza "Corda sensibile”  Flavia Massimo - 30 novembre > 14 dicembre 2019
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La ricerca avrà come scopo principale quello di esplorare le diverse voci del violoncello.
Comincerà spogliando lo strumento dalla sua veste tradizionale relegata al mondo classico e alla sua visione d’insieme in orchestra, partendo dalla ricerca di piccole cellule sonore ricavate su di esso con tecniche di esecuzione moderne, costruendo nuove tessiture orchestrali sovrapposte elaborate soltanto da un unico esecutore fino ad arrivare ad interagire con l’elettronica controllata da algoritmi che dialogano con campioni ripresi in tempo reale oppure con paesaggi sonori di ambienti naturali circostanti. La ricerca verrà sviluppata nella “casa” di massima espressività del violoncello nel periodo classico, il teatro, ma anche nei luoghi naturali, storici e artistici limitrofi svolgendo altresì, nei giorni di residenza, attività di fieldrecording campionando materiale sonoro che poi verrà utilizzato in un dialogo in musica che racconti anche del territorio in cui ci si trova.
 

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