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 PERIFERIE ARTISTICHE Centro di Residenza Multidisciplianre della Regione Lazio

Settimo Cielo, Compagnia Twain, Vera Stasi e Ondadurto Teatro costituiscono il Centro di Residenza della Regione Lazio per il Triennio 2018 - 2020.
Arsoli - Ladispoli - Tuscania - Antrodoco i luoghi che accoglieranno i progetti in Residenza.
Teatro di Arsoli

 

 

 

 


Un fitto programma di incontri, laboratori meta teatrali (progetto spettATTori) e di didattica della visione, con una particolare attenzione alle fasce deboli del pubblico - giovani, disabili, anziani, comunità straniere -  accompagna le permanenze degli artisti e delle Compagnie stimolandone la creativirà attraverso lo scambio attivo con il territorio, gli Enti, le associazioni locali.

Le ospitalità

Residenza "Adele” Compagnia Malombra - 13 > 19 agosto - 4 > 11 settembre 2018.
trivelle ok

 

 


Adele è uno studio sperimentale di teatro d’ombre a proiezione frontale su tre schermi che delimitano lo spazio scenico creando una scatola bianca e prevede la realizzazione di un’inedita macchina scenica totalmente manuale che, unita al movimento coreografico e a musiche originali , si trasforma in una serie di ambientazioni e paesaggi tridimensionali abitati da una performer.
La macchina scenica per la creazione delle ombre, costruita ad hoc dalla compagnia, e viene animata dal vivo, alle spalle del pubblico e a vista.
Nella fase di residenza al   Teatro di Arsoli gli artisti lavoreranno allo sviluppo della drammaturgia e alla creazione  e definizione di nuove immagini  in rapporto ad essa.

Residenza "La Classe” Compagnia CrAnPi - 1 > 15 ottobre 2018.
la classe

La Classe sottende alla creazione di uno spettacolo/rito collettivo in bilico tra La Classe morta  di Kantor (citata intenzionalmente nel titolo) e I cannibali  di Tabori in cui l’adulto rilegge i ricordi di un’infanzia vissuta nella paura. Gli  interpreti sono pupazzi in mano a un misterioso deus ex machina. Questi ricordi/pezzi di legno, bambini ridotti a marionette,     si muovono senza pathos su dei tavolacci che ricordano banchi di scuola. Intorno silenzio. Solo rumori di matite che scrivono e di gessi che si consumano scrivendo dettati alla lavagna. I genitori sono assenti. Non pervenuti.   Nel silenzio Suor Lidia, unica presenza in carne ed ossa, sfugge alla vista di pupazzi e pubblico. Eppure questa figura inquietante dispensatrice di paura, sa anche comprendere e  tracciare  la strada della protagonista verso un futuro creativo La classe voleva parlare di abusi di abusi di potere ma parla di vocazioni. Quella della suora, dispensatrice di punizioni e di destini  (come una divinità arcaica) e quella della donna/bambina che sa trasformare l’esperienza d’infanzia, altrimenti drammatica,  in un dono.

Lo studio arriva ad Arsoli nella sua fase finale che precede il debutto al Festival RomaEuropa nella sessione Anni Luce.  Durante il periodo di residenza gli artisti/manipolatori perfezioneranno la tecnica di animazione dei pupazzi  creati nel corso delle precedenti residenze (Elsinor e I.DRA) e la relazione con l’elemento scenico.

Residenza "Vincenzo”  Iagulli/Raimondi - 22 ottobre > 5 novembre 2018.
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Si parla di bullismo che c'è sempre stato, anche se forse prima non gli si dava questo nome. Per parlare di questo, secondo una tradizione orale, radice del racconto epico, si racconta appunto una storia che prova a parlare a tutti, perché nasce da un'esperienza universale, il primo amore adolescenziale, ma che qui si coniuga in un'ambientazione molto specifica: la Pugllia. Terra fatta di voci urlate in un dialetto stretto, di corse e di giochi in mezzo alla strada, dove anche si regolavano i conti tra ragazzi, di feste popolari e, immancabilmente, di mare. La forma è quella di un monologo: il racconto di una giornata speciale nella vita di un ragazzino, un giorno di festa che si trasforma in una tragedia con una facilità che lascia sbigottiti. Il ritmo è disteso come una calda domenica pugliese e improvvisamente frenetico come è il cuore di un tredicenne davanti alla sua prima dichiarazione d'amore. Proprio come il gioavane protagonista del film di Wes Anderson, "Moonrise Kingdom", la fuga sembra essere l'unica possibilità di salvezza. Se nel film di Anderson però la realtà da cui si fugge ha le tinte pastello di un mondo che vorrebbe vendersi come idilliaco, nal caso di Vincenzo i colori da cui fuggire sono il rosso del suo sangue, buttato sul grigio dell'asfalto durante i continui atti di bullismo subiti.

Residenza "No Man's Land” Tiziano Teodori - 13 > 23 e 27 > 30 dicembre 2018.

cauduro teodori

 
 
 
 




E’ lo studio per una istallazione multimediale in grado di sommare linguaggi diversi restituendoli  in un’azione performativa simultanea che   sperimenta le diverse dimensioni dell’ascolto alternando paesaggi concreti e gesti sonori irreali.  La scatola è  infatti l’evoluzione 2.0 del concetto di oggetto di riproduzione sonora popolare,  come poteva esserlo la pianola meccanica o il Juke –box. Ma la scatola è in realtà uno strumento molto sofisticato in grado di interagire con lo spazio e di mutare visualmente e sonoramente davanti allo spettatore  portandolo a immaginare infiniti  spazi  oltre a quello reale circostante. Costituita da diffusori e led luminosi, sincronizza materiali audio e video  inducendo il pubblico, immerso in una  dimensione potenziata, a percepire   sia disegni sonori che pattern luminosi legati visceralmente l’uno all’altro.

  

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