Residenze

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PERIFERIE ARTISTICHE Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio
Settimo Cielo, Compagnia Twain, Vera Stasi e Ondadurto Teatro costituiscono il Centro di Residenza della Regione Lazio per il Triennio 2018 - 2020.
Arsoli - Ladispoli - Tuscania - Antrodoco i luoghi che accoglieranno i progetti in Residenza.

Il progetto Periferie Artistiche - Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio lo potete consultura qui.

Teatro di Arsoli Vecchia Memoria

 

 

 

 

 

 

 

 

Un fitto programma di incontri, laboratori meta teatrali (progetto spettATTori) e di didattica della visione, con una particolare attenzione alle fasce deboli del pubblico - giovani, disabili, anziani, comunità straniere -  accompagna le permanenze degli artisti e delle Compagnie stimolandone la creativirà attraverso lo scambio attivo con il territorio, gli Enti, le associazioni locali.

LE OSPITALITA'

Residenza "Ugo e Maria” Compagnia Cr.An.Pi - gennaio/febbraio 2020
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Dopo il successo de "La 
Classe_undocupuppets per marionette e uomini", nel nuovo progetto dal titolo "Ugo e Maria’ Iacozzilli partirà, anche questa volta, da domande personali (“perché ho così tanta paura di mettere al mondo un figlio?”, “perché ho così tanta paura di dire che non voglio mettere al mondo un figlio?” e “perché oggi mi devo vergognare se sono una donna senza figli, abbassare lo sguardo se non sono genitrice?”) per indagare documentaristicamente sul tema universale della maternità, e della sua censura e/o autocensura; tema potente perché molto spesso rappresenta un tabù per le stesse donne. Nella visione di Iacozzilli, maternità è anche sinonimo di creazione e i figli sono quella parte di noi che riusciamo a esprimere attraverso l’elaborazione di un’opera d’arte visceralmente connessa con la nostra anima. Ma quanti progetti non vedono la luce? Non maturano dentro il grembo materno e rimangono lì, sospesi tra l’essere e il non essere? Le opportunità mai fiorite si affastellano e ci opprimono come figli mai nati che aspettano eternamente il momento di nascere, non nascono mai, o nascono già vecchi perché da troppo tempo in gestazione. Dalla ricerca ha preso corpo lo spettacolo “Una cosa enorme”presentato alla Biennale Arte settembre 2020.


Residenza "Le mille e una notte” Compagnia Lidelab - luglio 2020
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Il progetto ‘Le mille e una notte’ è uno spettacolo a tappe ambientato la notte prima del matrimonio di Shahrazàd, eroina e narratrice de “Le mille e una notte”.  In questa residenza vogliamo sviluppare il tema della memoria vista dall’infanzia ne “Le mille e una notte” in rapporto a chi siamo diventati attraverso la danza e il teatro di figura: un assolo in cui una performer si relaziona con il suo doppio bambino.  Ne “Le mille e una notte” alla nascita dei bambini vengono chiamati gli astrologhi per leggere loro il futuro. La trama delle storie racconta il processo attraverso il quale il destino si compie. Il progetto si sviluppa intorno alla figura di Sherazade, protagonista e narratrice de “Le mille e una notte”. La immaginiamo nella notte zero, la notte prima di sposarsi con il sultano quando inizierà a raccontare le magnifiche storie che l’hanno resa famosa. La immaginiamo nella sua stanza di ragazza che si chiede se sia diventata la donna che avrebbe voluto essere, se stia compiendo il suo destino e come le storie che leggeva nella sua infanzia l’abbiano influenzata. Come la protagonista vorremmo provare ad aprire un dialogo con i noi stessi bambini per capire chi siamo e se siamo diventati ciò che volevamo, per confrontare i nostri destini e i nostri sogni. Il progetto si è sviluppato in modalità remoto coinvolgendo in appuntamenti mirati su piattaforma Skype e a mezzo whatsapp, un gruppo di 9 persone del territorio (spettATTori).


Residenza "Luca 4 - 24”  Alessandro Sesti - agosto 2020
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L’oblio. La solitudine. Una possibilità tanto assurda quanto reale. L’oblio come pratica necessaria per salvare una vita. L’oblio come annullamento e come impossibilità di comunicazione. Quando si riceve si può comunicare solo con un ristrettissimo numero di persone sotto controllo dei NOP. Si 
ècostretti ad allontanarsi dalla propria casa, per essere trasferiti sotto falsa identità in un nuova città dove lo Stato provvede a trovarti un lavoro. Si perdono così le proprie radici e prende vita un nuovo io che nasconde in seno la causa di questa condizione. Vogliamo affrontare la dualità della vita di Luca fino in fondo. Considerare ciò che poteva essere e che invece non è stato, a causa di quella decisione. Il matrimonio non avvenuto a causa di questo atto di coraggio. L’attività di famiglia che ha messo a rischio i suoi affetti. Raccontare la storia di Luca attraverso il teatro di narrazione e la danza. Il doppio mondo di Luca. Quello che tutti vedono, sempre solare, capace di vedere il bello anche dove non ce n’è, di tirare su il morale a chiunque, lui che ha visto il buio più nero; che sa portare al mare due signore sulla cinquantina e salutarle ringraziando per l’ossigeno che hanno portato nella sua vita. Luca il sole, la luce e le parole. Luca che ha visto il suo futuro andare in frantumi e un padre massacrato di botte da quelle bestie che in realtà cercavano lui. La casa da cambiare ad ogni incontro sfortunato e dover ricominciare ogni volta, le vie da imparare e le lacrime da ingoiare. La ricerca di un lavoro fra un’udienza e l’altra, gli amici che spariscono e un amore che forse amore non era. Luca che nuota in questo mare di pece ed emerge per dipingere nuovamente il suo futuro. Luca dal buio, nella musica, il corpo. Il progetto si avvale della collaborazione di un danzatore, una presenza in un primo tempo non prevista ad Arsoli poiché la residenza doveva riguardare il completamento del segmento drammaturgico. La circostanza del lock down e il conseguente fermo delle attività, ha permesso all’autore e attore di terminare la fase di scrittura. Questa la ragione che lo ha spinto a richiedere la possibilità di affrontare in residenza una diversa fase di ricerca.

Ne parla Theatron 2.0 qui.


Residenza "La moglie perfetta”  Giulia Trippetta - settembre 2020
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Una lavagna in scena, una donna vestita anni ’50 entra accolta da fragorosi applausi; si intuisce stia registrando una puntata televisiva di una rubrica rivolta alle donne. Il titolo della rubrica è “Si può far!” ed è volta all'istruzione delle giovani aspiranti sposine affinché comprendano e imparino le regole base per poter diventare le mogli perfette. Le Regole fanno parte di un reale decalogo distribuito in spagna tra il 1937 e il 1977 dalla “Sezione Femminile Franchista" ed era volto ad educare tutte le donne in età da marito. 
Fino a qui lo studio dei primi venti minuti. Ora sorgno domande a cui dare risposte: Chi è questa donna? Quale è la sua storia? Cosa si nasconde dietro quella maschera di donna perfetta? Crede realmente alle regole che impartisce con tanta dedizione o è semplicemente vittima del sistema che la accetta solo se aderente a degli stereotipi triti e kg di mascara? E perché questa donna uscita da un'epoca che sembra non appartenere più, parla invece alle donne di tutti i tempi?

Ne parla Tommaso Chimenti su Recensito qui.


Residenza "Partschòtt”  Andrea Dante Benazzo - dicembre 2020
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Il 29 ottobre 2018, la raffica di vento più forte mai registrata sulle Dolomiti ha sradicato oltre quattordici milioni di alberi. Il Passo di Costalunga, tra le zone colpite, a partire dal 1965 ha ospitato le vacanze di tre generazioni della mia famiglia. Nel 2016, in seguito al fallimento della ditta fondata da suo nonno, mio padre si trasferì nella nostra casa di montagna e vi rimase in solitudine per quasi due anni. Subito dopo la tempesta ho iniziato a raccogliere materiali sugli effetti del disastro climatico e sulla presenza della mia famiglia nel luogo. 
Partschótt ne è il risultato. Un archivio multimediale semi-privato che instaura un rapporto tra corpi e spazi presenti e passati. Indaga le implicazioni morali e politiche legate all'esposizione di materiale privato e si sviluppa attorno al processo del ricordo, tentando di rielaborare la storia di una perdita personale e collettiva.
 

ARCHIVIO RESIDENZE