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Residenze

               


PERIFERIE ARTISTICHE – Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio

Teatro di Arsoli Vecchia MemoriaSettimo Cielo, Compagnia Twain, Vera Stasi e Ondadurto Teatro costituiscono il Centro di Residenza della Regione Lazio per il Triennio 2018 – 2020.
Arsoli – Ladispoli – Tuscania – Antrodoco i luoghi che accoglieranno i progetti in Residenza.

Il progetto Periferie Artistiche – Centro di Residenza Multidisciplinare della Regione Lazio lo potete consultare qui.

Un fitto programma di incontri, laboratori meta teatrali (progetto spettATTori) e di didattica della visione, con una particolare attenzione alle fasce deboli del pubblico – giovani, disabili, anziani, comunità straniere –  accompagna le permanenze degli artisti e delle Compagnie stimolandone la creativirà attraverso lo scambio attivo con il territorio, gli Enti, le associazioni locali.

Progetto Periferie Artistiche – clicca qui

LE OSPITALITA’

Residenza “Woyzeck!” Chiara Taviani e Marco Quaglia – gennaio > giugno 2021

CD6DDB53 B224 45A3 BD3A 3C0C7E5F1699Durante la residenza l’interprete Marco Quaglia e la coreografa Chiara Taviani approfondiscono, grazie alla riscrittura drammaturgica di Letizia Russo, una nuova chiave di lettura dell’opera incompiuta di Büchner tramite lo studio del movimento e il linguaggio della danza. Danza non più scissa dalla parola, ma fonte inesauribile da cui la parola stessa fuoriesce.

 

 


Residenza “FAKE FOLK”  Andrea Cosentino – marzo 2021

IMG 4613Fake folk è un progetto di riconquista critico-carnevalesca della piazza e del folklore attraverso le nuove tecnologie. Una finta festa tradizionale, ovvero una performance itinerante fatta di teatro, cabaret, musica, danza, video, e al contempo un gioco di ruolo che coinvolge i partecipanti nella reinvenzione dei propri usi e costumi: una riflessione su come oggi convivono le identità locali con un immaginario reso sempre più omologato dalla globalizzazione. È un’installazione video-teatral-musicale contesa fra scena e spazio, immersione e attrazione, in bilico tra processione del santo patrono, sagra e fiera popolare; un format capace di contenere di tutto, perché in una festa che si rispetti è d’obbligo mettere troppa carne al fuoco.


Residenza “CartaSìa”  Drogheria Rebelot – aprile > maggio 2021

claps quattro granelli di pepe 289121Il progetto pone in dialogo la dimensione corporea  con il teatro di figura.

La presenza costante della materia che si anima e si trasforma è supportata dal teatro su nero, che offre la possibilità di passare costantemente da reale a immaginato e viceversa.

La carta, con le sue caratteristiche di duttilità e imprevedibilità, diviene l’elemento chiave per parlare della lotta che porta l’artista alla creazione.

Il progetto prosegue ad Arsoli un percorso in residenza iniziato nel 2019 e nel 2020 con il sostegno di Laboratori Permanenti al Teatro Comunale di  Sestino (AR).


Residenza “Anatomia di un fiore”  Valeria Wandja e Yonas Aregay – settembre 2021

10 400x400Cosa succede quando cogli un fiore? Cogliere un fiore è un gesto pratico, ma anche violento.  Chi coglie un fiore è responsabile del suo strappo e del suo viaggio, della sua destinazione. Portare per la prima volta un fiore sulla tomba di un padre. Un viaggio in cinque tappe, frammenti di vita vissuta a cui dare voce attraverso i cinque sensi. Una conversazione sulle nostre esperienze comuni ma diverse, sulle nostre radici, sulla fluidità delle nostre identità, sulla necessità di parlarne senza la narrazione retorica che ci sovrasta. Dalle periferie di Roma alle periferie del mondo, un percorso attraverso le nostre geografie interne ed esterne. Chi coglie ora e colt*, chi rifiutava ora è accettat*, i ruoli cambiano e saltano, a restare è solo la persona. E il fiore.

Progetto vincitore Bando Powered by Ref/sezione Anni Luce in collaborazione con il partner RomaEuropa Festival e con Carrozzerie N.O.T., ATCL Spazio Rossellini, Teatro Quarticciolo


Residenza “Il mio corpo è come un monte”  Giulia Odetto – settembre 2021

10 400x400Il mio corpo è c̶o̶m̶e un monte è un lavoro di accostamento fisico e visivo per contemplare la possibilità di un desiderio razionalmente irrealizzabile: voler essere una montagna. La potenza del desiderio può togliere forza alle regole della razionalità, le quali non permetterebbero di esaudirlo. Ma affidandosi ad altri livelli di percezione, abbandonando una fruizione logica degli elementi scenici e puntando su un immaginario vivido e stimolato, un essere umano può essere una montagna. Sfruttando la componente ipnotica della performance e dell’installazione visiva e sonora, avvicina lo spettatore ad un diverso stato di percezione, non affidato alla comprensione logica di quanto accade in scena: un percorso di accettazione dell’irrazionale.

Progetto vincitore Bando Powered by Ref/sezione Anni Luce in collaborazione con il partner RomaEuropa Festival e con Carrozzerie N.O.T., ATCL Spazio Rossellini, Teatro Quarticciolo


Residenza “Ecoica”  Blanca Tolsà – settembre > ottobre 2021

10 400x400Progetto multidisciplinare che investiga la relazione corpo/voce. Attraverso la rottura di quella armonia che unisce naturalmente le due dimensioni, voce/corpo, gesto/parola, pensiero/azione, Ecoica prova a raggiungere e sperimentare la dissonanza. Il progetto nasce da una riflessione sull’ incoerenza, sull’osservazione dell’illogicità dei comportamenti umani. Il suo punto di arrivo è trasferire nel corpo l’incoerenza che domina le nostre vite quotidiane, le nostre società, per rendere visibile la mancanza di corrispondenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo; la distanza che esiste tra le nostre aspirazioni e convinzioni e i nostri reali comportamenti Ecoica esplora questo concetto attraverso il ritmo, il linguaggio del corpo, lo spazio sonoro e la voce.


Residenza “Dracula (himself) Bela Lugosi!”  Nicolò Valandro e Woody Neri – ottobre > dicembre 2021

10 400x400Il progetto svolge una  ricerca drammaturgica, portata avanti su un doppio binario: da un lato un’attenta indagine sul ruolo giocato dal cinema di genere a cavallo tra gli anni ’30 e gli anni ’50, e dall’altro l’indagine contemporanea sul vampiro, le declinazioni culturali, antropologiche e mediatiche che hanno lo ha reso archetipo fondamentale della contemporaneità. Accanto al lavoro sul palco, prende forma un diario-podcast che racconta le tappe della  ricerca , cercando di rispondere ad una domanda: come mettere in scena, oggi, un mostro?

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